-10 agosto 2019-

17 GIORNO

Nell’itinerario che avevamo stilato, rientrava anche Horseshoe bend, il famoso meandro a forma di U del fiume Colorado, situato vicino a Page, in Arizona.

Devo dire che mettere nero su bianco le sensazioni che provavo mentre eravamo in macchina mi risulta veramente difficile, perché avevo dentro di me un arcobaleno di pensieri, aspettative, emozioni che mi facevano battere il cuore, all’impazzata. Era come la mattina di Natale, quando ti alzi e non vedi l’ora di scartare i regali.

Visitare questo luogo non necessita di prenotazione, decidi di andarci, prendi la macchina e parti. Imposti il navigatore e segui la strada. In America, molti di questi posti non sono segnalati come fossero un’attrazione, quindi bisogna fare attenzione ai cartelli. Le strade dell’Arizona sembrano infinite. Distese di terra ai lati della strada, e tu sei li, in mezzo al nulla, pieno delle tue certezze, ma senza alcun punto di riferimento se non il navigatore. Nello stesso istante si provano sensazioni di onnipotenza e smarrimento, è pazzesco ciò che si prova. Ed emozioni di questi tipo bisogna provarle! Perché aprono la mente, ti fanno ragionare sull’esistenza umana, sul nostro rapporto con il mondo, con le cose che ci circondano…

Speravo fosse bello? Io non avevo realizzato quanto fosse straordinario quello che i miei occhi stavano vedendo. C’era tutto in quell’istante: paura, stupore, ansia, meraviglia, onnipotenza e insicurezza. TUTTO si poteva leggere in quel posto. TUTTO.

Parcheggiamo. Ma non vediamo nulla. Nulla, se non una fila di persone che si dirigono oltre la collina a pochi passi da noi. Ci uniamo al gruppo e camminiamo. Dentro di me pensavo “speriamo sia davvero bello come nelle foto” temevo di aver scelto un posto poco rilevante per il nostro viaggio. Avevamo poco tempo e non avrei voluto sprecarlo. Saliamo e scendiamo dall’altro versante, seguendo sempre il sentiero, e in fondo finalmente vediamo le persone davanti a noi che si fermano e iniziano a fotografare… il vuoto. Ci avviciniamo, ancora pochi passi e ci siamo.

Davanti a noi l’INFINITO. Il mio cuore batteva fortissimo, all’impazzata, gli occhi li sentivo carichi di lacrime, di gioia. Le mani mi sudavano.