-8 agosto 2019-

15 GIORNO

Il viaggio per arrivare a Las Vegas è stato in assoluto quello ha regalato più emozioni di tutti gli altri compiuti durante quest’avventura in America. Due sono state le tappe: la prima fermandoci alle Seven Magic Mountains, e la seconda alla Diga di Hoover, o come dicono li “Hoover Dam”.

Premesso che forse il mese di agosto risulta essere un po’ impegnativo per visitare il Nevada (il termometro segnava 105 °F (circa 40°C), la visita alla Diga è stata in ogni caso pazzesca. Ho usato proprio questo termine, perché pazzesco si avvicina a ciò che ho provato quando siamo saliti sul balcone panoramico e a strapiombo sul fiume Colorado, abbiamo osservato, meravigliati, quest’imponente costruzione.

All’interno del Museo, posto proprio al di sotto del balcone panoramico, si trova un percorso fatto di immagini, video e testimonianze scritte di tutta l’evoluzione che ha avuto la Diga di Hoover nel corso degli anni: dalla sua approvazione da parte del Congresso nel 1928, alla sua inaugurazione nel 1935. La Diga, situata a circa 48 km da Las Vegas, crea un bacino artificiale, denominato Lago Mead: il più grande lago artificiale degli Stati Uniti.

Spesso sento opinioni contrastanti sull’America, la loro politica, il fatto di ingigantire le loro qualità o di riporre in essa troppe aspettative. Tutte opinioni che in parte concordo, ma è innegabile che in ogni edificio, ogni opera architettonica, ogni costruzione, l’America sappia come valorizzare e innalzare il lavoro dell’uomo.

Se si pensa che è stata costruita nel 1935 con oltre 3 milioni di metri cubi di calcestruzzo, si stenta a credere ai propri occhi. Almeno, per me è stato così. Parliamo degli inizi del ‘900. Mentre noi al giorno d’oggi definiamo “impossibili” le cose che non ci riescono, perché così è più facile digerire i nostri insuccessi…