-7 agosto 2019-

14 GIORNO

All’alba di mercoledì, la tabella di marcia prevedeva di lasciare LA per dirigerci verso Las Vegas. Un tragitto che porterò sempre nel cuore perché ricco di riflessioni, insegnamenti e idealmente rappresentante il lungo viaggio della Vita. Ora mi spiego meglio, Tu nasci e cresci in un ambiente amorevole, sicuro, al quale sei abituato e che hai imparato a conoscere ed amare, così noi siamo partiti da LA, una città che in pochissimo tempo abbiamo sentito come casa. Poi un giorno, così come alla maggior età, prendi una decisione: conquistare la Tua autonomia e indipendenza.

Lasciare quella famosa “zona di comfort” è veramente impegnativo, difficile. Lasci la sicurezza per l’insicurezza, il conosciuto per l’ignoto.

Avvicinarsi a loro è veramente impressionante, ti fa comprendere quanto in realtà noi siamo piccoli rispetto all’infinità di altre cose esistenti sulla terra, perché in qualche modo, come nella Vita reale, ci sarà sempre qualcuno o qualcosa che ti riporterà con i piedi per terra, che ti farà sentire piccolo e impotente. È un dato di fatto, siamo uomini, non supereroi. Ma siamo anche esseri umani nati con il viscerale desiderio di splendere, di fare qualcosa di grandioso. Questo è fondamentale tenere a mente quando la Natura, o in questo caso, gli altri uomini ci mettono di fronte a queste realtà.

Si sa dove si parte, sempre, ma non sai mai fin dove si può arrivare, e soprattutto cosa si incontrerà durante il percorso. Perché il viaggio, regala emozioni inaspettate proprio quando si ha la presunzione di sapere come si concluderà.

Ebbene, ritrovarmi sulla Statale 15, completamente immersi nella natura, sconfinata -e quando disco sconfinata non esagero, è veramente così- solamente Io, la strada e nulla più, personalmente ha suscitato dentro di me un senso di perdizione, di vuoto: c’era troppo spazio da colmare. Ma chilometro dopo chilometro, mi sono abituata a non vedere alberi, solamente ogni tanto piccole stazioni di sosta, e così ho imparato a convivere in questa nuova condizione. E la metafora continua, si prosegue lungo la strada, quando all’improvviso, scorgi da lontano a bordo strada delle costruzioni strane, le “Seven Magic Mountains”. In assoluto l’opera d’arte più particolare e abbia mai visto: un’opera d’arte di forma totemica, creata dal genio di Ugo Rondinone, un artista di origini italiane situata in mezzo al nulla. E li, gruppi di persone, quasi sicuramente turisti, a fotografare sotto il sole cocente del Nevada questi immensi massi colorati che si innalzano per metri e metri verso il cielo.