ALLA CORTE DI MARIA ANTONIETTA

Non so a quante di voi se io dicessi “Versailles” verrebbe in mente Maria Antonietta o Lady Oscar, per le mie coetanee credo che sia impossibile non associarle! Quando al pomeriggio su Italia 1 iniziava Bim Bum Bam con l’eroina in cui tutte ci siamo immedesimante almeno una volta: Lady Oscar. Uno dei periodi più belli della mia vita. E con questa premessa, ho preso il volo per Parigi: non sarei tornata a casa se prima non avessi visitato la reggia di Versailles.

È possibile raggiungere la reggia dal centro di Parigi in 30/40 minuti grazie agli autobus o alla RER, disponibili quasi a tutte le ore (mi raccomando però, se avete intenzione di andarci, controllate su internet i giorni di apertura) e giorni. Altro consiglio, vi conviene recarvi già dal mattino, la coda per entrare è solitamente di un’ora o più e naturalmente la reggia è vastissima e ha bisogno del tempo necessario per ammirare ogni sua bellezza, sia all’interno sia all’esterno con i suoi giardini e le residenze che si trovano dislocate nel parco.

All’epoca di Luigi XIII era un semplice casino di caccia, che solo successivamente, per ordine del Re Sole, si trasferì la corte nel 1682 rimanendo la sede ufficiale del potere monarchico fino alla Rivoluzione Francese nel 1789. Da quel momento in poi Versailles diviene un museo, testimone dei grandi eventi della storia di Francia.

La sala più famosa all’interno della reggia rimane la Sala degli specchi, simbolo della ricchezza e del successo politico e artistico della nazione, utilizzata all’epoca solo per grandi ricevimenti o in occasione delle nozze reali. Una curiosità legata a questa sala è che proprio qui, nel lontano 1919 venne firmato il Trattato di Versailles, che pose fine alla Prima Guerra Mondiale.

Io sono stata a dicembre, ma il suggerimento che mi sento di dare a chi deve ancora visitarla è quello di andare in primavera o in estate, quando i giardini saranno in fiore e potrete ammirare lo spettacolo musicale supportato dai giochi di acqua delle fontane.

L’emozione sarà tanta, soprattutto se credete nella magia che un ricordo può suscitare in voi trovandovi in un luogo che fino ad allora ne avete sentito solo parlare o potuto vedere in qualche fotografia.